Chiesa di S. Caterina Vergine e Martire

 
Le origini della Chiesa e del Monastero di Santa Caterina di Potenza Picena, probabilmente risalgono al 1280, come attestato da un catalogo generale benedettino e dallo studioso mons. Cotognini. La prima testimonianza certa, però, è il testamento lasciato nel 1348 da una signora la quale dona alcuni suoi beni terrieri al locale convento di Santa Caterina, ciò indica che l'istituto era già esistente a quella data. La chiesa ed il monastero sono intitolati a S.ta Caterina d'Alessandria vergine e martire. Attorno al 1760 si effettuano grandi lavori di ampliamento e di ristrutturazione del convento.
Anche la comunità di S.ta Caterina ha subìto la soppressione napoleonica: dopo il 1810 il convento passa al demanio; verrà ripristinato nel 1820, durante la Restaurazione, ma subirà un'altra, forse più pesante soppressione dopo l'Unità d´Italia, in seguito al noto decreto del 3 gennaio 1861 del commissario Lorenzo Valerio; in base a tale norma alle monache viene tolta la proprietà del beni. Pur ridotte di numero, le monache possono restare in affitto nel loro convento per alcuni anni. Nel 1881 un decreto governativo impone loro la concentrazione presso altro istituto; lasciano pertanto il monastero di Santa Caterina, senza farvi più ritorno. Per qualche anno saranno ospitate dalle Clarisse; poi si offrirà loro l´opportunità di acquistare palazzo Marefoschi, detto anche Massucci, con annessa la chiesa di S. Sisto, eretta dalla confraternita della "Morte ed orazione". Il contratto di acquisto viene stipulato nel 1887; da allora, insieme ad una lenta trasformazione dell´edificio privato in convento, inizia una nuova fase della storia delle monache, le quali da questo momento saranno denominate monache benedettine di S.ta Caterina in S. Sisto.
 
 
 

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