Un saliscendi tra storia, tradizioni e miracoli

 
DA AMANDOLA A AMANDOLA PASSANDO PER MONTEMONACO- LUNGHEZZA: 46,5 km.

Partenza dalla porta di ingresso della città di Amandola e… via il viaggio ha inizio. Querce, lecci e aceri disegnano i profili di queste strade che scendono abbastanza velocemente lasciandosi alle spalle i classici pascoli di montagna. La prima tappa del viaggio è Montefortino con la sua corona di monti intorno che svettano ad altitudini notevoli raggiungendo i 2.000 m, una pausa per passeggiare tra le strette viuzze su cui affacciano le tipiche case torre con la stalla a piano terra, l’abitazione
al primo piano e l’allevamento dei colombi nel sottotetto. Siamo in un borgo fortemente vocato all'agricoltura e alla pastorizia, l’allevamento di colombi era funzionale alla produzione di un fertilizzante per i campi.

A Montefortino dedicate poi qualche ora per visitare il bosco incantato dove la Madonna fece  la sua apparizione alla piccola Santina, una bimba muta sin dalla nascita che, grazie alla sua devozione, ritrovò la parola. Dalla roccia dove avvenne l’apparizione è sorto poi il Santuario dell’Ambro che oggi è un luogo di preghiera e di serenità avvolto nella quiete dei boschi, le somiglianze con Lourdes sono tante, tant’è che Montefortino è stato anche soprannominato “la
Lourdes degli Appennini”.

Dopo questa boccata di aria fresca di nuovo in sella, si riparte, o meglio si sale verso Montemonaco. La fama di Montemonaco è legata alla figura mitologica della Sibilla Appenninica la cui grotta si trova proprio all'interno dei confini del paese. Prima il Guerrin Meschino di Berberino e poi il racconto del francese de la Salle hanno fatto della Sibilla una creatura ammaliatrice e quasi diabolica. In realtà secondo la tradizione locale, sia la Sibilla sia le sue ancelle sono delle creature benevole, simili a delle fate che scendono a valle per insegnare alle fanciulle a filare. Un giro per questo magico luogo e si riparte alla volta di Amandola ed ecco il traguardo, ora potete sedervi e assaporare un po’ della cucina della zona.

Per ulteriori dettagli sull'itinerario sfogliate: http://issuu.com/turismomarche/docs/15t0130_cicloturismo-ita-lr
 
 
 

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